“Ode al Marsala” è l’inizio di un viaggio. È la coperta di Linus. È un moto di ribellione. È un gesto di emancipazione mediatica. È Neo di Matrix che esce dalla placenta e prova a ricercare il respiro. È la voglia di andare a crearsi un’immagine del proprio paese diversa da quella che ogni giorno subivo, sentivo , assorbivo dalla tv, dalla radio, dai giornali e da chi li aveva letti.
Volevo costruire un’idea del paese in cui, senza chiederlo e volerlo, sono nato, che fosse libera da un “pagamento”. Che non fosse creata da una continua generazione di conflitti finalizzata alla vendita di spazi pubblicitari.
È un gesto cattivo, il pugno dato nelle palle allo scippatore che si sta prendendo una borsetta che è tua. “Io voglio costruire, dell’Italia, un ricordo diverso”.
Cercare tracce di Garibaldi a Marsala è come cercare tracce di Stalin in Ucraina. Parlando con la gente del posto sembra che lo sbarco dei Mille sia la più grande disgrazia mai capitata in quella terra. Un vecchietto dice, nel prologo “La Sicilia doveva essere lasciata indipendente, come la Svizzera”. Come se l’Italia fosse in mezzo ai due paesi non solo geograficamente, ma anche storicamente. Di sicuro la mafia avrebbe risparmiato benzina per andare a mettere i soldi in banca. Ma la cosa che mi incuriosiva di più è che le frasi sono le stesse che sento dire ai miei conterranei Veneti. L’odio nei confronti di Garibaldi è il primo elemento di Unità che trovo nel mio percorso. Gli altri li scoprirò strada facendo.
Buon viaggio.
Ritratti - Prologo, Ode al Marsala

Molto bello, grazie. Cercherò di diffonderlo, soprattutto ad amici italiani che abitano all’estero, per ricordare loro la Patria lontana! Un lavoro intelligente che mi auguro possa avere vasta diffusione e creare interesse sul vostro lavoro
Grazie amici tutti ………
Ad Anna Girardi per avermi dato la possibilità di far conoscere il dramma della violenza, al Professore , ai giovani Universitari che hanno saputo ascoltare con grande interesse,la mia drammatica vicenda.
Un grazie di cuore a voi tutti
Il dramma della violenza è molto piu complesso di ciò che noi vediamo o sentiamo .Perchè quando ne veniamo a conoscenza il 99% dei casi è gia sfocciato in una tragedia .Ahime ancora sento giustificazioni a proposito della violenza .Non ultima quella delle gemelline scomparse :se lei non lo lasciava lui non avrebbe fato ciò che ha fatto .Insomma siamo ancorati purtoppo tuttora ad una cultura in cui l’uomo ha diritti sulla propria moglie …compreso quello di ammazzarla .Invece NO bisogna smettere di giustificare e quando sentiamo storie in tv farci la domanda :se capitasse a mia figlia ??? Gli altri siamo noi quindi è importante prendere atto e lottare contro dando sostegno a quelle donne cosi martoriate da chi dovrebbe amarle e rispettarle .Far capire loro che non sono colpevoli e forse cosi si riuscirà a salvarne qualcuna in piu.Grazie a tutti voi per aver evidenziato questo dramma