SUONI QUOTIDIANI

osservatorio sociale sulle normalità

Interim – Flessibilità, crisi economica e vita di merda in genere

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Immagine di Interim INTERIM – FLESSIBILITÀ, CRISI ECONOMICA E VITA DI MERDA IN GENERE

Uno spettacolo-documentario di Jonathan Zenti
con Jonathan Zenti, Marianna Stella, Francesco Speri e le immagini di Matteo Murru

Durata : 80 minuti
prodotto da: Suoni Quotidiani – Audiodoc

Ascolta un estratto di Interim


SINOSSI
Nel 1996 una sentenza della Corte Europea obbliga il Governo Italiano a inserire nella propria legislatura delle norme che liberalizzino il sistema delle assunzioni. Nasce così il famoso“pacchetto Treu”, un insieme di leggi che inserisce nella contrattazione “la flessibilità”, sottoforma di contratti a tempo derminato, contratti di collaborazione coordinata e continuativa (i co.co.co) e  soprattutto il lavoro interinale. Dieci anni dopo Jonathan Zenti si fa assumere come lavoratore interinale in una grande azienda di raccolta e smistamento di ricambi d’auto. Per due mesi registra ciò che accade all’interno del magazzino e tra i colleghi, i rapporti con gli operatori di agenzia e raccoglie le storie dei lavoratori flessibili impiegati in azienda. La flessibilità, che avrebbe dovuto rilanciare l’economia grazie ad una pressione fiscale inferiore per le imprese, porta, dopo dieci anni, alla più grande crisi economica del nuovo secolo. Come è potuto accadere? La crisi è reale o è un sistema costruito per realizzare una ristrutturazione mondiale del mercato del lavoro? E chi ci ha rimesso, alla fine?


LO SPETTACOLO
Interim è il racconto di due mesi di lavoro interinale dentro a una delle aziende con una organizzazione dei lavoratori più complesse del nord-est, dove convivono cooperative, lavoratori con contratto a termine, interinali e lavoratori a tempo indeterminato. Il racconto di Jonathan Zenti, protagonista diretto di quell’esperienza, si intreccia con le didascalie e le contestualizzazioni di Marianna Stella e con gli approfondimenti sociologici-letterari recitati da Francesco Speri. Le tre voci sono amalgamate dalla struttura fatta di documenti sonori, interviste ai lavoratori, registrazioni  audio clandestine dentro il magazzino, interviste a sindacalisti, sociologi e legislatori, musiche e campionamenti dal dibattito televisivo sul tema del lavoro. Nell’ultima parte si innesta in questo intreccio la proiezione della composizione video del regista Matteo Murru, che dopo un’ora di racconto apre il sipario visivo sullo stato di decadimento del territorio industriale del Nord-Est, tra le valli manifatturiere deserte e abbandonate e lavoratori che ballano un valzer tra agenzie in cerca di una occupazione anche solo giornaliera.
In ottanta minuti intensi, calzanti, scanditi da un ritmo che non lascia spazio alla disattenzione, si entra negli inferi del lavoro flessibile e si esce con una nuova prospettiva sui rapporti di forza che lo regolano.

Per mettere in scena Interim bastano un lettore DVD, un videoproiettore, una parete e tre microfoni. È adatto a teatri, librerie, piccoli circoli, piazze, manifestazioni e feste di tutti i tipi. Suoni Quotidiani vuole far arrivare le proprie esperienze a più orecchie possibili, per questo costruisce spettacoli esili e agili adattabili ad ogni tipo di circostanza. Con Interim, in particolare, il nostro obiettivo non è solo quello di fare uno spettacolo di qualità, ma anche essere motore di una nuova riflessione sul mondo del lavoro  dipendente che coinvolga i giovani di allora, di oggi e del futuro.